Videosorveglianza in farmacia

 

Le farmacie che, per motivi di sicurezza, intendono installare un impianto di videosorveglianza che, anche se in maniera accidentale, consente il controllo dei lavoratori, devono ottenere l’autorizzazione dalla Direzione Provinciale del Lavoro.
 
Il Garante per la Privacy ha fissato nuove regole per l’installazione di telecamere e sistemi di videosorveglianza da parte dei soggetti pubblici e privati, emanando il Provvedimento del 8 Aprile 2010 .
Il provvedimento conferma, relativamente alle apparecchiature di videosorveglianza installate nei luoghi di lavoro, quanto già comunicato da Federfarma in data 6 Marzo 2008 Uff. Prot. N° UL/BF/4723/132/F7/PE, e stabilito dall’Art. 4 della Legge 300/1970, Statuto dei lavoratori, e dalla Sentenza della Corte di Cassazione N. 15892 del 17 luglio 2007.
 
È vietata l’installazione di impianti di videosorveglianza che, anche se accidentalmente, controllano a distanza l’attività dei lavoratori. Tuttavia, se tali impianti sono installati per specifiche esigenze produttive ed organizzative, ovvero per esigenze di sicurezza del lavoro, ancorché ne derivi la possibilità di riprendere i lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali. In mancanza di accordo, è OBBLIGATORIO chiedere l’autorizzazione alla Direzione provinciale del Lavoro, settore ispezione del lavoro.
Si rammenta che le rappresentanze sindacali aziendali possono essere istituite nelle farmacie con più di 15 dipendenti.
Nelle farmacie con personale sino a 15 dipendenti (la gran parte delle farmacie italiane), qualora dagli impianti di videosorveglianza installati ai fini di sicurezza possa derivarne anche la ripresa dell’operato dei lavoratori è obbligatorio ottenere l’autorizzazione dall’ispettorato del lavoro.
 
La legge non consente di sostituire l’accordo con la RSA o l’autorizzazione alla DPL con il consenso rilasciato dai singoli lavoratori della farmacia o eventuali accordi sottoscritti a livello nazionale o territoriale con le Organizzazioni sindacali, eventuali accordi intercorsi tra titolari di farmacia e i collaboratori o le autorizzazioni scritte rilasciate dai singoli collaboratori non possono essere considerate sostitutive della autorizzazione rilasciata dalla Direzione provinciale del lavoro.
 
 L’autorizzazione deve esser richiesta non solo quando gli impianti sono installati all’interno dei locali della farmacia ma anche quando sono installati all’esterno, al fine di controllare gli accessi alla farmacia. Infatti, il rigore dei più recenti orientamenti della Cassazione in materia di controlli audiovisivi induce a ritenere che siano soggette a regime autorizzativi tutte le apparecchiature che possono consentire un controllo all’accesso o della permanenza dei lavoratori nei locali della farmacia, anche se la loro installazione risponde a tutt’altra finalità quale è quella di garantire la sicurezza dei locali rispetto al pericolo di intrusioni, furti, rapine.
 
In particolare, si ricorda l’obbligo di esporre i cartelli recanti l’informativa ex art. 13 D.Lgs. 196/2003.
 
La richiesta di autorizzazione dovrà essere rivolta alla DPL competente per territorio, precisamente al servizio ispezione del lavoro, specificando i dati del richiedente quale legale rappresentante della farmacia, ovvero: generalità, codice fiscale/partita iva, ubicazione della farmacia. La domanda deve essere preceduta da una breve premessa dove l’istante dichiara che per esigenze di sicurezza si rende necessaria l'installazione di apparecchiature audiovisive dalle quali deriva, in via accidentale, la possibilità di controllo a distanza dei lavoratori dipendenti e che le registrazioni vengono effettuate durante l’orario di lavoro.
E’ necessario inoltre specificare il numero dei dipendenti in forzae che non è presente alcuna RSA o che non è stato raggiunto l’accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, motivo per cui si ricorre alla DPL territoriale. 
Ciò premesso alla richiesta è necessario allegare tutto ciò che può essere utile a fotografare lo status quo al momento della domanda, devono cioè prodursi i seguenti documenti: duplice copia della planimetria dei locali ove sarà installato l’impianto, precisando e segnalando sulla stessa alcune informazioni come la posizione delle telecamere, il loro raggio d’azione, il numero di telecamere fisse e di telecamere rotanti, nonché il numero delle postazioni di lavoro, dichiarando che le telecamere non riprendono luoghi riservati esclusivamente al personale dipendente (spogliatoi o servizi).
Occorre anche dichiarare che le registrazioni saranno custodite in un armadio con doppia chiave e che alle stesse potranno accedervi con una doppia password solo alcuni dipendenti di cui occorre fornire le generalità. Fermo restando che le registrazioni non saranno conservate per più di 24 ore e che dopo tale periodo si procederà all’immediata cancellazione delle stesse e che le immagini non saranno in alcun modo diffuse all’esterno.
Prima dell’installazione si dovrà procedere ad informare tutto il personale dipendente nelle forme del D.Lgs 196/2003 e i locali stessi oggetto di monitoraggio dovranno essere opportunamente indicati.
Inoltre a discrezione della Direzione Provinciale del Lavoro potrebbe essere richiesta una documentazione aggiuntiva quale modello dell’impianto, visura camerale della ditta installatrice dell’impianto, verifica dell’impianto di messa a terra, certificazione impianto elettrico, consenso dei lavoratori o qualsiasi altro elemento ritenuto utile ai fini della videosorveglianza.
Alla domanda vanno allegate 2 marche da bollo.
Si consiglia prima di inoltrare la Domanda alla DPL di informarsi presso la stessa delle documentazioni richieste, delle modalità di protocollo della domanda e dei termini per l’ottenimento dell’autorizzazione.
A seguito della domanda la DPL effettuerà una verifica in Farmacia per verificare quanto riportato nell’istanza e che le telecamere installate non abbiano come unico scopo la sorveglianza del lavoratore, ma che lo stesso è ripreso accidentalmente.
Si ricorda che La DPL non ha un tempo definito per il rilascio dell’autorizzazione: non esiste il silenzio-assenso